TRUMP, PRIMA IL MONITO ALL’IRAN, POI QUELLO AL VENEZUELA E AI NARSOS
Prima il monito all’Iran, poi quello al Venezuela e ai narcos. Donald Trump, nonostante l’emergenza interna per il virus, manovra su due fronti sempre aperti. La Casa Bianca ha annunciato una nuova iniziativa per contrastare i trafficanti di droga che operano nei Caraibi e – come segnala il New York Times – ha disposto l’invio di forze aeronavali che dovranno appoggiare lo sforzo delle agenzie federali. L’idea è di pattugliare con maggior vigore uno dei corridoi usati dai cartelli e impedire che «attori corrotti» usino questa fase di crisi a fini criminali. Il destinatario della «nota» è chiaramente il presidente Maduro, accusato in modo ufficiale dagli Usa, di fare da sponda ai network che agiscono in America Latina. Washington – ripetono gli osservatori – non pensa certo ad operazioni militari dirette, tuttavia mira ad esercitare pressione sul governo di Caracas. Andando oltre la guerra di parole tra i due Paesi, non è un mistero che alcune zone venezuelane siano un paradiso per i signori della coca, grazie anche a evidenti complicità. Una matassa comune ad altri paesi. Autorità messicane e statunitensi hanno intanto confiscato 18 conti collegati al boss latitante Rafael Caro Quintero, figura storica del gruppo di Sinaloa e coinvolto nell’omicidio dell’agente della Dea Kiki Camarena. Secondo gli inquirenti attraverso questi canali sono stati riciclati circa 80 milioni di dollari. Il gangster, rilasciato grazie ad un cavillo nel 2013, continua a gestire le operazioni ed è attivamente ricercato dagli Stati Uniti.Mio contributo per Corriere digitale. Rassegna stampa.
