La preghiera del vescovo fin lassù, al settimo piano dell’ospedaleRaccontino della notte. , mi dice l’amata Minnie. , mi scrive la cara amica Raffaella., mi scrive un’altra cara amica, Cristina. Oggi è tutto così. Piangiamo ancora amici sconfitti dall’invisibile bastardo. Oggi è Venerdì Santo. Oggi, per un’ora e più, sono tornata fare la cronista di strada. Il nostro vescovo Antonio Napolioni ha recitato una preghiera dalla piazzola dell’Elisoccorso dell’ospedale Maggiore. Appuntamento alle quattro del pomeriggio. Certo, avrei potuto seguire l’avvenimento dalla sala da pranzo- redazione attraverso la diretta sulla pagina Facebook o sul sito del giornale. Ma non sarebbe stata la stessa cosa. Io, le parole del nostro vescovo volevo sentirle dal vivo, perché è dal vivo che mi si inchiodano nel cuore. All’amata Minnie prima, al mio direttore Marco Bencivenga poi, prometto (non giuro) che in caso di ressa, sarei tornata indietro. Con largo anticipo, mi presento bardata: guanti e mascherina. Sulla piazzola si sta preparando la diretta. Mi guardo attorno. E già mi commuovo, passando in rassegna tutte le finestre dei sette piani dell’ospedale. Ogni finestra è una stanza. Penso ai malati, a chi sta combattendo li’ dentro con l’aiuto di medici ed infermieri. Io non so chi ci sia in ogni stanza. Immagino e mi scendono due lacrime, che diventano quattro, quando dal balcone del settimo piano vedo affacciarsi medici e infermieri bardati anche loro come me, anzi molto più di me. Non li metto a fuoco, ma poco importa. Li osservo, mi commuovo. Mi scendono due lacrime quando arrivano i loro colleghi, giù, a bordo della piazzola. E, dopo di loro, il vescovo che in ospedale ha combattuto e vinto la guerra all’invisibile bastardo. Mi accovaccio alla sua sinistra, distante molto più di un metro. Con l’iPad registro le sue parole e non solo perché, poi, devo scrivere il pezzo. No, io le sue parole le voglio conservare, oggi, Venerdì Santo, giorno del silenzio e dell’adorazione, in cui si medita la Passione di Cristo. C’è un passaggio che mi rapisce. È quando il vescovo parla della Sacra Spina . Questo passaggio l’ho scritto nel pezzo. Ma è forte in me il bisogno di scriverlo anche qui. Rientro nella sala da pranzo-redazione. L’amata Minnie è in salottino, davanti alla tv. Nel Venerdì Santo, mi arriva la sua commozione davanti allo schermo che restituisce l’immagine del nostro vescovo che esce dalla Cattedrale, in piazza del Comune deserta. E l’immagine del vescovo di Crema Daniele Gianotti che cammina con la Croce per le strade. Poi, la Via Crucis di Papa Francesco. Da Milano mi chiama l’amico Paolo, giornalista in pensione. , mi dice. . Che, poi, immagino sia lo stesso pensiero di molti. Oggi, Venerdì Santo, sembra estate: 26 gradi e più sulla piazzola dell’Elisoccorso, in ospedale. Ho letto che il caldo potrebbe rallentare la diffusione dell’invisibile bastardo. Che sia un piccolo segnale. Scusate il disturbo.