SPIDER-MAN: FAR FROM HOME. L’UOMO RAGNO PIÙ DIVERTENTE CHE C’È

SPIDER-MAN: FAR FROM HOME. L’UOMO RAGNO PIÙ DIVERTENTE CHE C’È

Nelle saghe di supereroi non si contano più le serie d’autore, i restyling dei personaggi chiave, i rilanci di questi, soli o in compagnia, per le grandi arterie del cinema. Ecco così che questoSpider-Man:Far From Homerisulta il secondo di una trilogia (il precedente eraSpider-Man: Homecoming) e, quasi, lospin offdell’ultima puntata degli Avengers. (Chi teme gli spoiler si fermi qui)La storia parte infatti un secondo dopo la fine diAvengers:Endgame, ed è per di più consistente nei gangli della narrazione il lutto e l’eredità di Tony Stark/Iron Man nonché la torva presenza di Nick Fury & Co.Ma essendo gli Avengers in fondo, e sia pure detto con estrema rozzezza, uno sproporzionatospin offdell’Uomo Ragno (è la tesi di un mio cugino espertissimo in supereroi), assistiamo forse a unospin offal quadrato, oltre che al 23esimo film del Marvel Cinematic Universe (MCU). Comunque sia. Peter Parker (Tom Holland) va in gita scolastica in Europa, vuole farsi davvero i fatti suoi, e conquistare la ragazza per cui gli batte il cuore (la bellezza disneyana Zendaya), eppure per ogni dove si ritrova coinvolto nella lotta spettacolare e catastrofica tra gli Elementali e un certo Mysterio (Jake Gyllenhaal, ben arrivato!), che porta alla rovina il ponte di Rialto a Venezia, infuoca per bene Praga, scuote fin dalle fondamenta la Tower of London. Ma chi è davvero Mysterio? E Peter Parker farà bene a consegnargli un paio di occhiali speciali che ha ricevuto in dono dal preveggente Stark? E ancora: tutto quello che appare è la realtà o una storia proiettiva di spietati criminali che hanno scoperto un modo creativo (verrebbe da dire cinematografico) di usare i droni? Già, a proposito, forse addirittura entriamo, a un certo punto, nel metacinema più puro. Non importa. Unendo la freschezza delteen moviea effetti speciali da favola, districando la storia da ogni complessità pregressa, e fregandosene pure di presentare in maniera assolutamente fumettistica l’Italia o l’Europa in genere (nessun sovranista in giro), il regista Jon Watts fa centro. A oggi, tra l’altro, e solo in questo scorcio di luglio, ha riportato in cassa i 160 milioni di dollari spesi. Aspettiamo quindi fiduciosi, insieme ai bambini di ogni età, la puntata numero tre di questa divertente serie. Pare che per l’occasione – non uscite prima che scorrano tutti i titoli di coda ma, se siete deitrue believers, non ho bisogno di raccomandarvelo – verranno tirati fuori dalla naftalina pure i costumi dei Fantastici 4.