GLI ANIMALI, NOI E LA VIVISEZIONE PAOLO DI MIZIO
Più di 30 anni fa Hans Ruesch, autore de “L’imperatrice nuda”, la bibbia della teoria antivivisezionista, scrisse che, se l’aspirina fosse stata sperimentata sui cani, non sarebbe mai stata autorizzata per l’utilizzo sull’uomo, a causa dei suoi effetti collaterali dannosi per il cane.Al contrario la sperimentazione animale ha permesso che entrassero in commercio per uso umano medicinali che hanno provocato danni immensi, come il talidomide (è solo un esempio tra i tanti), il quale, ingerito da donne incinte, ha fatto nascere migliaia di bambini focomelici.L’idea che sia necessaria la sperimentazione sugli animali è un’idea ottocentesca, sostanzialmente inutile alla ricerca ma utilissima alle carriere dei ricercatori e ancor più ai guadagni delle multinazionali farmaceutiche.Ma non si può fermare il progresso per sempre. E dunque un giorno, speriamo presto, anche la vivisezione sarà abbandonata, così come oggi non si praticano più il salasso di sangue e gli ellettrochoc, attrezzi inutili e dannosi di una vecchia scienza che non era vera scienza. P.S. HANS RUESCH, scrittore svizzero cresciuto in Italia, parlava e scriveva in italiano, francese, tedesco e inglese. E’ morto nell’agosto del 2007. E’ stato un grandissimo romanziere. Alcuni suoi libri, come “Paese dalle ombre lunghe” (da cui fu tratto un film hollywoodiano) e “Paese dalle ombre corte”, sono capolavori fantastici, tra i romanzi più belli che io abbia mai letto. Eppure, a Ruesch la critica ufficiale negò qualsiasi riconoscimento: mai una recensione, mai una citazione. I critici e i giornali avevano paura delle sue idee esplosive, soprattutto perché sapevano che era odiato dalle case farmaceutiche, le quali sono tra i maggiori inserzionisti dei giornali e delle tv.Hans ed io eravamo amici. Ci eravamo perduti di vista quando lui era tornato a vivere in Svizzera. Fino agli ultimi tempi mi scrisse lunghe lettere sulla situazione del movimento anti-vivisezione. Le lettere erano battute con la macchina da scrivere, non col computer., e piene di fotocopie, allegati. Me le mandava con la posta ordinaria, non con l’email. Le leggevo di notte in redazione, finito il mio lavoro. Hans era il mio amico della notte, il mio amico invisibile nel buio letterale e metaforico del mondo.
