LA NOSTALGIA PER QUELLA AGENDA CHE NON TI REGALANO PIÙ
Qualche giorno fa, come ogni anno di questi tempi, mi sono presentato in banca per ritirare la solita agenda. Con sommo stupore, però, l’impiegato ha allargato le braccia leggermente imbarazzato: «Mi dispiace ma quest’anno le agende non le abbiamo proprio fatte. Pensi che a me l’ha portata un cliente!» Ho effettuato allora un rapido giro di consultazioni tra amici e parenti e mi sono reso conto che l’unica agenda quest’anno in distribuzione è l’agenda Gualtieri; in pelle umana e disponibile in un solo colore: rosso sangue. Come sono lontani i tempi in cui non solo le banche, ma anche i commercianti al dettaglio aspettavano la fine dell’anno per fidelizzare i clienti con piccoli omaggi. Vi ricordate quelle rubriche telefoniche che si alzavano foglio dopo foglio e che si appendevano vicino all’indimenticabile telefono a muro? Oppure quelle a scatto in materiale metallico leggero: tu posizionavi una lettera e zac, si apriva alla pagina desiderata. Per non parlare dei calendari: una volta in farmacia o dal macellaio ti facevano persino scegliere il modello: da muro con i numeri grossi, da tavolo con i santi e le fasi lunari oppure quello artistico con le fotografie a colori della tua città in primo piano. Adesso devi ritenerti fortunato se riesci a recuperarne uno. Di calendario e di modello. O perchè sono tirati in pochissime copie e finiscono subito. O perchè sono tirati quelli che li fanno che preferiscono giustappunto non farli.Però c’era da aspettarselo che prima o poi sarebbe finita così. I segnali negativi sono iniziati alla fine degli anni ’90 quando le agende hanno cominciato a subire una cura dimagrante sempre più massiccia. Non erano d’altra parte i latini a dire nulla dies sine linea? In principio eliminarono dalla stampa tutte quelle notizie utili che precedono il datario (le distanze chilometriche, le targhe automobilistiche, le province d’Italia). Successivamente qualcuno pensò: ma cosa mai si può scrivere nei giorni festivi? E allora fu ridotto drasticamente lo spazio riservato alle domeniche. L’ultimo «taglio» ha riguardato il fine settimana: oggi ci sono agende a fisarmonica che si allargano su lunedì, martedì, mercoledì e giovedì e si restringono su venerdì, sabato e domenica. Scommettiamo che tra un anno saranno vendute a fascicoli settimanali e ognuno si sceglierà i giorni che preferisce?
