SAN GIUSEPPE, IL BUE E L’ASINELLO NELL’ADORAZIONE DEI MAGI DI EUSEBIO DA SAN GIORGIO
L’Adorazione dei Magi dipinta per la cappella Oddi nella chiesa di sant’Agostino a Perugia è il capolavoro di Eusebio da San Giorgio, pittore perugino dai risultati altalenanti che in quest’opera, l’unica ricordata dal Vasari, ha dato il meglio di sé. Scolaro del Perugino ha poi subito l’influsso del Pintoricchio e del giovane Raffaello. Influenze evidenti anche in quest’Adorazione dove i quattro angeli in alto sono di un collaboratore meno dotato, forse Sinibaldo Ibi, nel resto di Eusebio il paesaggio e i minuti e preziosi dettagli sono influenzati dal Pintoricchio, l’atmosfera complessiva risente di Raffaello mentre dipendono dal Perugino l’armonia tra le parti e in particolare la disposizione dei Magi ripresa dalla pala per Santa Maria dei Servi commissionata trent’anni prima al maestro di Città della Pieve dai Baglioni, e viene quasi il sospetto che la potente casata degli Oddi con questa chiara citazione abbia voluto ricordare ai rivali che tra le famiglie dinastiche perugine c’era anche la loro. Nel complesso un opera che ha un suo equilibrio dove “notevole è l’effetto in ‘controluce’ che propaga dalla stalla” (Corrado Fratini) illuminando il bue e l’asinello e singolare il ruolo di Giuseppe che non se ne sta silenzioso in disparte ma si rivolge alla Madonna che l’ascolta con attenzione. Come se Eusebio abbia voluto mettere in luce l’animo popolare che permea il presepio evidenziando che nell’Epifania la funzione di Giuseppe, il bue e l’asinello non è per niente secondaria rispetto a quella degli altri protagonisti.
