DIAMOCI UNA CALMATA E RESTIAMO TUTTI A CASA

DIAMOCI UNA CALMATA E RESTIAMO TUTTI A CASA

Mi sono beccato le ramanzine paternaliste anche da parte di amici nei giorni scorsi, e ora la stessa protezione civile ci tiene a specificare che i morti (oggi +627, credo ci stiamo avvicinando al picco: l’altro ieri erano 475, poi 440) sono “morti col corona virus”, non “morti per il corona virus”, e che non è sempre semplice fare una diagnostica precisa, stabilire quale sia la variabile decisiva nel decesso di una persona. Questo, vi sarà chiaro spero, nn significa in alcun modo “minimizzare”, come non significa “minimizzare” nemmeno lo specificare le classi di età, le patologie pregresse, o il fatto tutt’altro che irrilevante che ci sono tanti paesi che hanno meno morti di Noi non solo per le già chiarite differenze demografiche (secondo paese più anziano del mondo, ma con anziani mediamente più malandati di quelli giapponesi, unico paese più anziano di noi) e di SSN, ma anche perché banalmente non conteggiano tra i “morti per corona” le persone che sono morte contraendolo ma avendo anche solo una patologia pregressa. L’Italia invece li conta come “morti corona”, anche se avevano otto patologie pregresse (e anche questo non significa in alcun modo sostenere che muore solo chi ha patologie pregresse: la nostra rimane una cazzo di enorme emergenza). Tutto questo al netto della crescente inaffidabilità dei dati sui morti e sui contagi, sul piano globale. Detto ciò, vale quello che diciamo da giorni, ma diamoci tutti una calmata e rimaniamo a casa. Possibilmente anche gli operai di aziende che non rientrano in filiere fondamentali, ovviamente con gli adeguati ammortizzatori e garanzie.