ADELANTE PEDRO, CON JUICIO

I dati degli ultimi giorni sembrano dirci, e quasi tutti gli esperti lo confermano, che la valanga di contagi sta perdendo velocità. La conta dei decessi continua ad essere tragica ma è nella logica della matematica considerando che tra la diagnosi della malattia ed il suo esito di guarigione o di morte intercorrono alcuni giorni. Ora sappiamo anche che il famoso “picco” non assomiglierà alla vetta di una montagna raggiunta la quale si comincerà a scendere rapidamente, sarà invece una linea piatta che scenderà con esasperante lentezza e probabilmente con qualche scossone. Considerando la viscerale tendenza all’individualismo di noi italiani possiamo dire che finora ce la siamo cavata piuttosto bene. Ognuno di noi mugugna per qualche restrizione oggettivamente stupida o inutile se applicata al proprio personale stile di vita ma alla fine, che sia per una coscienza collettiva che non sapevamo di avere o per paura delle conseguenze penali delle infrazioni, più o meno tutti abbiamo rispettato la disciplina indispensabile per salvarci tutti insieme. Ora viene la parte più difficile, perchè quella piccola luce che vediamo in fondo alla galleria spingerà tutti ad affrettare il passo se non a mettersi a correre verso la fine dell’oscurità. E’ l’inizio di una smania che sento dentro di me e che credo sentiremo tutti, già immagino me stesso al ristorante con gli amici o in spiaggia coi cani o sul campo da golf,  e per altri meno fortunati sarà il bisogno di rimettersi al lavoro per guadagnare il necessario per vivere. Vacci piano, Mario. E’ proprio ora che quella disciplina diventa più necessaria che mai per non disperdere nel vento il risultato di quei sacrifici grandi e piccoli che ognuno di noi ha fatto.