LA COERENZA DELLA CASTA
Comprereste un’auto usata da un individuo simile? Perché ieri Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, ha dichiarato: “Mi dimetto. Lo farò entro il 31 dicembre, sicuro, anche se non si troverà un accordo sulla mia uscita dal Milan. Ormai nulla riuscirà a trattenermi”. Durissimo, un uomo tutto d’un pezzo, a cui nulla e nessuno potrà far cambiare idea. Disposto addirittura a perdere qualcosa sulla sua buonuscita, stimata intorno ai cinquanta milioni di euro, pur di salvare la sua reputazione. Impossibile condividere la direzione del Milan con Barbara Berlusconi. IntitolavaLa Repubblica: “Milan, si chiude un’epoca: Galliani se ne va”. Cinquanta milioni: a premiare cosa? Non certo il suo senso di leadership, visto che oggi quello che aveva detto ieri se l’è prontamente rimangiato.Ieri, mica qualche anno fa. È bastato un intervento del padrone: al Milan ci saranno due amministratori delegati, Galliani e Barbara. Ha confermato Galliani: “Le parole di Silvio Berlusconi, per quanto mi riguarda, sono sacre da 34 anni e sono parole che non si commentano”. Tutti contenti. Al Milan, spiegaLa Repubblicasenza neanche un’ombra di sarcasmo, è tornato il sereno. La sceneggiata conferma due aspetti fondamentali dell’Italia berlusconiana e del bispensiero capitalista:1) I media non servono a informare. Servono a fare gossip e il gossip serve a distrarre la gente da problemi concreti e a farla chiacchierare di celebrity esentate dalla coerenza oltre che da qualsiasi seria verifica delle loro capacità e reali competenze.2) Il principale mito del pensiero unico liberista, che infatti la casta difende a tutti i costi, è che esistano persone indispensabili. Galliani è un uomo senza qualità: quello che ha fatto, chiunque lo avrebbe potuto fare, meglio di lui. Ma questo vale per la gran parte dei membri del mondo imprenditoriale di oggi, che si arricchiscono mentre la gente diventa più povera e il pianeta sempre più malato. Non hanno idea di come risolvere i nostri problemi, benché per la maggior parte ne siano proprio loro la causa. Non è solo l’imperatore a essere nudo: lo è tutta la sua corte. Ma non aspettatevi che ve lo dicano i giornali.
