MASCHERINE
Essere vigili è giusto, fare i controlli pure, tanto più ora che due casi di coronavirus si sono palesati in Italia (sono turisti cinesi in gita a Roma). Ma occhio alla psicosi crescente. Sento alla radio che la vendita delle mascherine ha subito un’impennata pazzesca, in buona misura irragionevole. E allora sarà il caso di ricordare che quel tipo di protezione non ha, per ora, alcun senso qui, per il semplice fatto che da noi il nuovo coronavirus non è in circolazione. Finora tutti i casi sospetti, inclusi i due accertati ieri, hanno interessato persone in arrivo dalla Cina: le analisi, validate da Istituto Spallanzani e Istituto Superiore di Sanità, hanno dato esito perlopiù negativo. Nel resto d’Europa sono stati segnalati casi sporadici in Francia e Germania. Può sempre peggiorare, certo, ma sulla base di informazioni scientifiche, dati indiscutibili. Disertare i ristoranti cinesi, ad esempio, è solo un riflesso un po’ paranoico, anche perché è raro trovare un cinese tra i clienti seduti ai tavoli.
