UN FEMMINICIDIO AL GIORNO. E C’È CHI CI SCHERZA
DI CLAUDIA SABAIn una sola settimana sette donne sono state uccise.Francesca, 29 anni, violentata e poi strangolata in un parco.Fatima, 28 anni, morta soffocata, all’ottavo mese di gravidanza.Rosalia, 52 anni, percossa ininterrottamente per tre giorni, fino alla morte.Speranza, 50 anni, scomparsa a dicembre e ritrovata ieri senza vita.Laureta, 43 anni, morta accoltellata mentre era al lavoro.Rosalia e Monica, 48 e 27 anni. Madre e figlia, uccise con dieci colpi di pistola.Sette donne morte ammazzate in poco più di 48 ore.Sette femminicidi.Violenza sulle donne in virtù di un’ideologia patriarcale che le vuole sottomesse, private della loro identità attraverso la sottomissione fisica e psicologica.Fino alla morte.Troppo semplice poi, parlare di “delitti passionali”, “troppo amore”, gelosia di “uomini” che non accettavano la fine della storia.Maschi invece, padroni e carnefici tra le mura di casa, giustificati da quella ideologia che li rende sempre e comunque esenti da ogni colpa.Lo si dovrà ripetere all’infinito prima di essere ascoltate.Sopratutto a chi si ostina a parlare di “maschicidi”, fingendo di non capire il nocciolo del problema.Come il giornale “Libero.Con un titolo che recita: “Sorprendente verità nelle statistiche. Più maschicidi che femminicidi”, accompagnato da un articolo che riporta il numero di 133 uomini uccisi all’anno, contro le 128 donne.Numeri reali, ma che comprendono anche la morte di uomini uccisi per rapina, incidenti, regolamento di conti.Fatti di cronaca gravi, ma che non possono rientrare in una specifica categoria.I 133 uomini non sono morti dopo sistematiche persecuzioni fisiche e psicologiche da parte delle loro compagne, mogli, amiche.Il femminicidio, è un vero e proprio rituale.Annienta, distrugge, perseguita. Per fini diversi dalla semplice morte.Fatima, Rosalia, Speranza, Monica e tutte le altre, non sono state private soltanto della vita.Sono state prima rese schiave.È per questo che il giornale “Libero”, offende tutte le donne uccise.Anche quelle che vivono, respirano, private della loro identità.
