LA LEZIONE FRANCESE: SE VOLETE BATTERE SALVINI, IMPARATE DA MACRON

DI MASSIMO NAVA

Si dice (copyright Antonio Polito, Corriere della Sera, oggi) che il centro sinistra non esiste più e che il PD è praticamente isolato.D’accordo, ma a ben vedere, non esiste nemmeno più un centro destra, a meno che non si consideri tale l’improbabile alleanza sovranisti e europeisti, xenofobi e nazionalisti, protezionisti e liberali per sintetizzare le varie correnti dello spazio, da Salvini a Tajani.

La questione sembra in realtà più complessa e non riguarda soltanto l’Italia, anche se ogni paragone va preso con le molle. Quasi ovunque sono andate in crisi le correnti liberali, europeiste, socialdemocratiche, riformiste. Lo spazio lasciato vuoto è stato riempito dal voto giovane, per lo più verde, dai sovranisti e euroscettici e da movimenti di estrema destra. Ma non tutto. Come catalogare infatti i movimenti spagnoli di Ciudadanos e Podemos, i greci di Tsipras, la dimensione sociologica e prepolitica (a prescindere dalle scelte e dal carisma dei suoi leader) del Movimento 5 stelle e sopratutto En Marche, il movimento che in pochi mesi ha portato Emmanuel Macron alla conquista dell’Eliseo e che oggi attrae tanta parte della destra gaullista e della sinistra socialista e socialdemocratica? In Francia, un partito storico come i gaullisti/repubblicani, capace di tenere insieme le correnti liberali, i cattolici e i conservatori popolari, in pochi mesi ha fatto la fine della Democrazia Cristiana. E, sempre in Francia, socialisti e comunisti sono ridotti a comparse dopo avere portato al potere due presidenti della Repubblica e governato il Paese per anni, oltre a controllare una fitta rete di municipalità e governi regionali.

Ora è il deserto, in cui le truppe di Macron avanzano incontrastate. Con una miscela che tiene insieme liberalismo in economia, enfasi patriottica, solidarismo riformista e ecologia, europeismo e colbertismo statalista, il movimento di Emmanuel Macron è riuscito a conquistare voti e personalità del centro sinistra e del centro destra e, grazie al sistema elettorale, a ottenere una maggioranza schiacciante all’Assemblea nazionale. Con una fisiologica dose di opportunismo, le élite di funzionari, amministratori, intellettuali e imprenditori si sono rapidamente convertite

Macron ha praticamente ottenuto gli stessi voti del primo turno delle presidenziali. Questa è la sua forza reale ed è anche la sua debolezza. Contro di lui c’è soltanto il sovranismo populista di Marine Le Pen che, per quanto in crescita, difficilmente potrà ambire alla conquista dell’Eliseo

Qualcuno, osservando i dati delle recenti elezioni europee, ha sostenuto che Macron sia uscito sconfitto, per il fatto di essere stato superato di un punto da Marine Le Pen. Alla prova dei fatti, il dato politico va interpretato. Macron ha praticamente ottenuto gli stessi voti del primo turno delle presidenziali.Questa è la sua forza reale ed è anche la sua debolezza, anche se il sistema lo ha premiato e lo premierà ancora per default. Contro di lui, infatti c’è soltanto il sovranismo populista di Marine Le Pen che, per quanto in crescita, difficilmente potrà ambire alla conquista dell’Eliseo. Questo Macron lo sa benissimo e già lavora per la sua rielezione alla presidenza. Dovendo fare i conti con una sola forza di opposizione, ancora impresentabile per la maggioranza dei francesi, compresi quelli che si astengono, Macron può solo aspettare che il tempo lavori per lui, raccogliendo gli ultimi orfani del socialismo mitterrandiano e dei repubblicani gaullisti, in crisi di risultati e leadership, falcidiati dalle dimissioni a catena e dai cambi di casacca.

Ogni Paese fa storia a sé. Ma se si osserva En Marche anche sotto il profilo sociologico, si possono riscontrare tratti interessanti, tendenze, comportamenti, valori, aspettative che non sono un esclusiva francese. Se è vero che sono saltate le categorie politiche della destra e della sinistra e che il centro destra e il centro sinistra non se la passano bene, che cosa resta se non un grande centro metapolitico, in cui si muovono diverse categorie dello spirito, diversi modelli indivuali e di gruppo, diverse tendenze culturali, diversi stili di vita. E che cosa li può tenere insieme se non un forte e convinto aggancio all’Europa, se non valori liberali e solidali, se non un’idea di sviluppo sostenibile, se non un’idea di Stato che sappia combinare sicurezza e generosità? E che altro può battere Salvini e gli euroscettici, arrestare la deriva xenofoba e sovranista, invertire la rotta del declino economico e del degrado morale, se non una grande rivoluzione civile e politica che si ispiri al progetto e soprattutto al metodo Macron? Bisognerebbe cominciare dal casting, ma questo per ora è complicato

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/06/12/en-marche-macron-movimento-destra-sinistra/42497/